jack il ratto

sono stanco di essere solo un bambino immaginario, ed è per questo che presto scriverò la mia biografia, che il mondo possa conoscermi: vivo di vita propria, ho miei gusti, mie volontà, sono quasi maggiorenne...e non ho ancora un cellulare mio personale, una camera, un guardaroba...devo usare sempre le cose che LEI sceglie di mettersi! ALTER EGO DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI!

Il JEKO...

Utente: jackilratto
Nome: GIACOMO PRESTIGIACOMO
A ME MI PIACIE AVERE TANTI AMICI, MI VESTO COL VESTITO GESSATO, HO FATTO L'INGLIS SCHOOL MA SONO ANCORA IN SECONDA ELEMENTARE PERCHè CE L'HANNO CON ME E MI BOCIANO SEMPRE..O PERSO IL CONTO DI QUANTE VOLTE...MI PIACIE ANDARE IN DISCOTECA E FARE LA MaSCOT AI RAVE DEGLI AMICI DELLA MAMA.ADORO ANDARE IN VACANZA NEI VILLAGGI TURISTICI TUTTO COMPRESO CHE MI SVACCO SULL'AMACA E BEVO COCKTAIL...ADORO IL GELATO MA MI FA DISENTERIA...ODIO FARE I COMPITI.

LE KAKKIATE CHE DITE...

IlyV in oggi ò aperto...

SE VOLETE FARVI DUE RISATE...

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CONTRòLO FIKANàSI...

SI HàNO FàTO LI AFàRI MIEI...*loading* IMPICIòNI
domenica, 06 agosto 2006

è proprio luiPrologo

È il 2 agosto, sono le 20.45 e io vi sto scrivendo dalla nave, l’ammiraglia Capitan Zaman che, speriamo, ci porterà in Turchia. Dico speriamo perché riguardando le foto della partenza c’è stato un attimo in cui tutti ci siamo scambiati uno sguardo non troppo rassicurante... ma noi a queste cose non crediamo... vero?

Beh, per far le cose fatte bene devo fare un piccolo passo indietro e recuperare qualche antefatto non troppo remoto che potrebbe rivelarsi utile.

Innanzitutto vorrei mandare un saluto a Jennifer, Mascia, Alessandro, Enrico e Mattia, ai nonni e agli zii che ci seguono nella nostra avventura.... poi vorrei farvi notare che non ho mandato i saluti alla mia fidanzata Letizia, che Dio la preservi da ogni male, e non perché io non la ami più.... ma... ATTENZIONE ATTENZIONE..... perché anche Lei è venuta in vacanza con noi! Ebbene sì, ebbene sì... lo zio e la mamma me la hanno invitata anche lei... per me.. per me!

In realtà all’inizio avevano invitato solo lei... e io dovevo andare al Camping Nuova Pannonia... che, se qualcuno non fosse in possesso di un Atlante Storico, vi posso dire in due parole che potrebbe trattarsi di un posticino non troppo ameno tra l’Est dell’Ungheria e la invidiabilissima Ucraina...

Behhhh, c’è da dire che sotto a tutto questo c’è sicuramente lo zampino della Mamma... suppongo per la bocciatura di quest anno.

Adesso... va bene tutto, ma questo mi sembra un po’troppo!

Va bene che la seconda elementare non è il mio forte, e che farò già 12 anni il prossimo 26 settembre, e non posso andare a lavorare fino a 18, ma la solita colonia in cui mi mandava a giugno poteva anche bastare! Già l’anno scorso mi sembrava di aver sofferto abbastanza... inoltre è ben un anno che sono senza cellulare... e, come dice la mia amica Mascia, .

.. i castighi alla fine vedi vedi che non servono proprio!!!! Tanto a fine anno è uguale!

Comunque... con qualche piccolo ricattino morale allo zio, che in fondo resistermi proprio non può, ho riuscito a convincerlo di farmi partire. Per fortuna abbiamo prenotato una cuccetta da 3 e ce ne hanno data una da 4... se no mi toccava dormire con lo zio che russa e è pieno di peli! Questa ci è andata bene, ma non è l’unica prenotazione "non proprio esatta" che abbiamo fatto... provate a sentire un po’ cosa può succedere viaggiando per l’Italia... e ...

il vıaggıo

Nel lontano luglio del 2006 ... cioè tipo la settimana scorsa... io lo zio e la mamma abbiamo partiti per andare in Turchia... come vedete questa volta lo zio è riuscito a spuntarla e non ci siamo presi all’ultimo... abbiamo partiti con ben una settimana di anticipo!!!

Nel frattempo abbiamo fatto qualche giorno di "vacanza" dai nonni a Cantucchio e la settimana prima ne avevamo fatte già due dai nonni a Feltre, dove io ho nato. La mamma e lo zio hanno finito di archiviare qualche file, studiare qualcosa dei soliti Selgiuchidi e preparare le cose per il viaggio... io invece mi sono rotto...

a parte quando i nonni ci portavano in gita! Il nonno Virgilio ci ha portati in Trentino a vedere Artesella, un bosco con dentro le sculture artistiche fatte con materiali naturali, poi un altro giorno siamo andati sempre in Trentino in un posto turistico ma non troppo con un panorama molto romantico e una villa restaurata che è diventata un museo eco-etnografico. Doveva esserci la zia Letizia, che lei è ecologista!

Il nonno Fabio invece ci ha portati in Svizzera a S. Bernardino a 1600 m s.l.m.,dove abbiamo mangiato i mirtilli del bosco e io ho raccolto un sasso luminoso per la nonna che fa collezione, poi siamo andati a vedere il lago di Lugano.

lo zio e il maialeA Cantucchio il nonno Fabio ci ha organizzato anche un barbeque con la nonna Vittorina, (detta "Nonna Littorina"), la zia Valeria e famiglia.

barbequeI nonni sì che sono persone per bene! Che quando uno dice "Ricordati di santificare le feste" vuol dire una cosa ben precisa... non come questi due eunuchi selgiuchidi che se potrebbero mi farebbero studiare anche la domenica! C’è chi non è portato per lo studio, ma non vuol dire che sia una persona che vale di meno!

Vabbeh, morale della favola, preparare le valigie per una vacanza di tre settimane e poi scoprire che tra un cambio treno e l’altro se ne stanno via 5 o 6... è una di quelle cose che alla mamma non piace molto!

Per non discutere con lo zio questa volta non ha detto niente e a metà luglio la valigia per le vacanze di agosto era pronta...

vacanze a Cantü

il treno svizzero

col solito treno delle 12.54 ... che quasi per abitudine perdiamo per un pelo... siamo partiti diretti alla prima tappa del viaggio: Cantù!

Il treno è svizzero... (che lo zio preferisce le "cose federali" a Trenitalia), ma... sarà sfiga... o l’influenza del territorio italiano... neanche su questo treno funzionava l’aria condizionata!

Vi lascio immaginare cosa può essere un viaggio in treno carichi di bagagli... con queste temperature! Come sempre abbiamo prenotato i posti vicini al finestrino, che la mamma lo sa che a me piace avere il tavolino per scrivere.

scrivo il blogDall’altra parte della corsia era seduta una ragazza dalla voce lamentosa tipo pancabbestia-famigliabene che se la menava un sacco e faceva mille telefonate.

Non per farmi i fatti suoi... ma per dovere di cronaca.... mi sono chiesto che cakkio stesse organizzando. Era una tipa cicciotta, vestita da neo-hippy con zaino enorme da interrayl e continuava a ripetere a tutti che l’avevano fatta tornare in Italia... bla, bla, bla... secondo me è una che era in erasmus, perché non aveva proprio l’aria da una in grado di lavorare.

Di fronte a lei il sedile era vuoto, non c’era stato seduto nessuno dalla partenza, ma lo zio ad un certo punto mi fa notare una borsa grande, tipo quella dei senegalesi che vendono borse di Guggi e Praga, con dentro stecche e stecche di sigarette... così, un po’ aperta con le stecche in vista... mahhh di solito sono scene classiche dell’Espresso Napoli Trieste (... se vi dovesse capitare... NON PRENDETELO !)...

Mi distraggo perché arriva il controllore e la mamma, il solito genio, aveva lasciato il biglietto ticketless in fondo allo zaino incastrato nel portabagagli. Lo zio si arrampica per recuperare il codice segreto e.... resta per un attimo appeso a penzoloni... indicandomi il controllore che parla col .... BAGNO... poi rientra nello scompartimento e timbra un biglietto davanti alla pankabbestia. In quel momento il vagone si riempie di una nuvola bianca di fumo e io e lo zio ci guardiamo skifati... baaahhhh, esce dal bagno un omone skifoso, sudato e grassissimo tutto vestito di nero, cerca di infilarsi nel suo sedile, ma non ce la fa, dopo pochi minuti di contorsioni si deve alzare.

La sindone...

non avevo idea di cosa si provasse a vedere una sindone fino ad allora... che skifo! Era rimasto tutto un omone stampato sul sedile, blaaaaahhhh!

Bum da-da-dan sbaaam! O porka miseria, possibile che in treno me ne capitino sempre di tutti i colori? Mi trovo davanti un canelupo con una catena di ferro per guinzaglio e una padrona tipo tedesca skinhead tutta vestita in pelle attillata e con i capelli punk che urla "ma che cazzo chiacchiera quella!" ...

"Che cazzo dice... quella" mi dico io... chi userebbe mai il verbo "chiacchierare" nella stessa espressione insieme a "cazzo"... sarebbe come dire "Scusi stronzo, mi passa il formaggio?".

Sì, c’è qualcosa che non quadra! Mi sa tanto di quelli che per fare gli sconti, mettono i prodotti "in azione". Infatti la frase successiva è in tedesco... al cane! Questi Svizzeri! Tre lingue obbligatorie fin da piccoli... ke sfigaaati! E poi se le parlano tutte così!!!

Intanto la pankabbestia lamentosa è ancora al telefono... e sta elemosinando un posto per dormire per la notte perché in una delle prime telefonate aveva chiamato a casa dicendo "Mamma, sono in Italia. .... .... sto... sto... tornando a casa... mamma....". Oh, oh, mi sa che non era messa tanto bene... speriamo che non mi capita anche un me un giorno di questi!

Da qui fino a Milano tutto regolare, tranne il fatto che è passato il tipo delle "lattine, panini, barattoli e pop corn!" che è riuscito ad affrancarci due lattine per ben 4 euro e venti!!! Ahhhh, Italia !!! e poi fanno le statistiche sull’inflazione... +2%.... + 1,8%.... tzzzzhhh!

Milano Centrale

Milano Centrale... che galleria! Faccio fiero qualche foto da mandare agli amici iraniani e guardo fuori dal finestrino i CASI UMANI che popolano questa città. Lo zio scende per andare a comprare qualcosa da mangiare, io resto in treno a controllare i bagagli, la mamma va giù a guardare la gente strana. Sul posto vicino a noi, al posto della pankabbestia, salgono una donna mulatta e il suo bambino. Lei è bellissima: dal viso dolcissimo e tutta tonda come le matrone africane, fasciata da un vestito giallo e oro con turbante; il bambino era una misto tra un centro-sud americano e un maghrebino, ma vestiva la maglia del Brasile. Vedono che li guardo e mi sorridono.

signora in gialloFaccio subito amicizia col bambino. Mentre stanno ancora caricando i bagagli sale un uomo, che sembrava un arabo, e si siede là con loro, vicino al mio amico brasilero. Deve essere o il papà o un parente stretto. Deve averli accompagnati in stazione. Mentre cerco di capire, sempre per dovere di cronaca, chi possono essere questi tipi, ecco che arrivano i nostri eroi... la polfer! Ad ispezionare il treno. La skinhead si agita e diventa ancora più scattosa... mammamia che faccia di culo!... nasconde qualcosa sotto il sedile. I poliziotti vigili subito le chiedono "e quello cos’è?" "è la ciotola di un cane, non si vede?". La rovesciano con il manganello. Lei si agita ancora di più e comincia a borbottare qualcosa in tedesco. Per fortuna le nostre forze armate non sono draghi del polilinguismo... e le è andata bene così! Comunque il cane era fuori a fare "i suoi bisogni"... in stazione! Mahhhh!

I miei vicini intanto cominciano a salutarsi, che è quasi ora di ripartire. L’arabo si copre il volto con le mani e comincia a dondolare come gli ebrei ortodossi recitando la baraqa al-safar, cioè la benedizione per il viaggio. Una preghiera veloce, ben ritmata... sottovoce, sempre più veloce... poi batte le mani e tuuum- tam... schiaffa un palmo sulla fronte della mamma e l’altro sulla fronte del bambino. Li bacia in testa e si alza per andare. Lei scoppia in lacrime, il bambino non sa cosa fare e guarda me... kakkio! Che scena struggente!

In quel momento per fortuna arriva lo zio con un bel panino haram (proibito) bello farcito di prosciutto crudo... ahhhh, il maiale! Questo potrebbe essere l’ultimo da qui a un mese... anche se di solito a casa dei nonni a Cantù gli affettati non mancano mai... a parte quando la nonna diventa creativa e fa cose esotiche... tipo il sushi, l’insalata di calamari, il risotto di cereali svizzeri, la carne alla pizzaiola... non fa mai gli stessi piatti, riesce ad inventarsi sempre 1000 ricette nuove! il nonno invece sarebbe più tradizionale, gli piace la buona cucina ed è raffinatissimo per quanto riguarda i tempi di cottura, i gradi di condimento, la qualità delle materie prime... e per questo ha sempre qualcosa da ridire per far impazzire la nonna... problemi tipici della società del benessere!

Dopo poco, attraversando il verde che ancora resiste a nord di Milano, arriviamo a Como dove viene a prenderci la nonna con la sua golf turbo diesel blu avio... che fortunata! Io ormai non entro neanche più nella mia Ferrari elettrica! A cena, neanche a dirlo, insalata di pesce, gamberetti in salsa rosa e riso basmati svizzero con dentro dei chicchi neri. Il riso viene servito su ciotoline fatte a spicchio, un quarto di cerchio per capirci, che possono essere messe sul piatto o usate a parte come piattino dell’insalata.

Il resto della settimana è passato come più o meno vi ho già raccontato: grigliata, gita a San Bernardino e backup del computer della mamma... e di tutte le mie foto! Che è importante!

 

Preparatıvı per ıl vıaggıo

Lety valigie

Lunedì avevo preso appuntamento con la Lety per andare a controllare la valigia... non vorrei che a Konya lei venisse con una maglietta a maniche corte o senza il velo abbinato alla maglia... sai che figure portare in giro la mia morosa così? Già la mamma ce l’ha messa tutta per mettere in valigia la sua gonna arancione, quella che fa arrabbiare lo zio!

Siamo stati per la maggior parte del tempo dalla nonna Vittorina, perché lo zio dice che la casa di Cantù è piccolina e non ci si può muovere. A me come al solito basta un tavolino o un tappeto a terra per il mio computer e poi sto lì fermo e buono tutto il giorno, ma lo zio, lo sapete già dall’anno scorso, ha sempre la fregola... e non so se in questo cambierà mai!

la cure avantendré

Comunque dalla nonna Vittorina si sta meglio, perché c’è il prato e tutti possiamo fare cose diverse: la mamma sta in giardino a leggere, io lavoro a computer e intanto prendo il sole, lo zio corre dietro alle cavallette e ai gattini selvatici. Poi c’è il garage grande con la macchina da cucire e il ferro da stiro e la mamma e la nonna potrebbero anche sempre stare là che ci sono mille cose da fare ed è bello fresco.

31 luglio 2006

Lunedì lo zio mi ha portato a Cinisello Beach, dove abita la Lety. Si perde sempre per arrivare e come al solito ci siamo trovati impiantati in via Monte Santo perché io so che lei vive tra i monti e i poeti, ma non mi ricordo mai quali! Così è venuta a recuperarci e abbiamo scoperto di essere finiti giusto di fronte alla miglior gelateria di Cinisello. Il Cazza, l’amico dello zio, la butta là... e senza pensarci troppo su mega coppa di gelato liquirizia pistacchio!!! Ahhh che assortimento, che cremosità!

La Lety è sempre più bella, peccato che ieri sia andato a trovarla il suo ex, Matteo, un rokkettaro tipo poeta maledetto che la tratta male da anni trascurandola per i suoi "mille problemi" che vanno dalla ex psicopatica al nuovo pezzo da comporre col gruppo, al promo del singolo che sta girando alla radio...

Comunque alla fine con questo qua non c’è neanche da mettersi a competere, è uno sfigato!

Io e la Lety quel pomeriggio avevamo un sacco di cose da fare: rimbalzare da una casa all’altra cercando di non dimenticarci dei pezzi per strada, tipo andare a casa dei genitori avendo lasciato le chiavi a casa di Ste, tornare a casa dello Ste per prendere le chiavi, andare a casa dei genitori e trovarsi in macchina lo yogourt che dovevamo lasciare a casa di Ste, tornare a casa di Ste per collegarsi ad internet e prendere una piantina morta da salvare... lasciare giù lo yogourt e dimenticarsi di nuovo le chiavi.. in tutto questo dovevamo anche riuscire a fare la valigia senza dimenticare nulla.

lety telefono

Il telefono però continuava a suonare e in meno di un’ora avevamo già altri mille impegni... tra cui... ricevere i due scugnizzi che dovevano consegnare alla Lety la polizza assicurativa da firmare... andare a cena da Luca, detto il Rova, che inaugurava la sua casetta nuova... e passare al cinema multiplex a salutare gli amici e cercare un libro da leggere in viaggio.

La mamma dice che nell’interland milanese dire "libreria" è una cosa impegnativa... la gente infatti ti guarda stranita... di solito poi ti indicano i centri commerciali... dove vendono solo libri con figure per non affaticare la vista. Veramente in questa ricerca ho trovato all’interno di un centro commerciale anche il settore "saggistica" con tomi quali "l’arte di essere felici" di Schopenauer affianco a "l’arte di scopare" di Dario Fo’ oppure "come renderla felice a letto" e così via... temo abbiamo confuso il settore "saggistica" con il settore "manualistica", oppure qui c’è un diverso concetto di saggezza rispetto alle nostre parti... non troppo discutibile comunque. A me i libri illustrati piacciono di più, in fin dei conti per comunicare bastano due o tre schizzi, è come andare all’estero senza sapere la lingua... si può fare! Per sicurezza comunque io alla Lety sto insegnando un po’ di turco, così magari non la prendono proprio proprio per turista scema... già che ha i capelli rossi e la pelle bianchissima!

Oh, finalmente a casa, tranquilli, valigia pronta, in attesa dei due tipi dell’assicurazione che anche loro evidentemente hanno lo stesso problema dello zio e si sono persi in mezzo ai monti. Con 5 o 6 telefonate lentamente ce la fanno ad arrivare e, sperando di cavarsela con una firmetta e via, quasi non si siedono neanche.

assicurazione

La Lety però, che prima di fare l’ambientalista era una ragioniera, mette subito in chiaro che lei deve leggere tutto... di entrambe le copie... e quindi mi prega di occuparmi degli ospiti... io gli offro caramelle alla menta e un bicchiere d’acqua e poi cominciamo a parlare del più e del meno... tipo quanti anni hanno, che scuola hanno fatto... e così via. Sono dell’85 e dell’84 e hanno fatto tutti e due il liceo scientifico... non gli ho chiesto in quanti anni, ma tanto rapidi non devono essere stati. Poi si sono iscritti all’università... Quello che aveva fatto lo scientifico tecnologico si è iscritto a ingegneria e è durato solo 1 anno... l’altro, che aveva fatto lo scientifico normale, si era iscritto a lettere, ma non aveva retto più di 6 mesi. Allora gli ho chiesto: "ma perchè ti sei iscritto a lettere?" "Per le tipe" "e perché te ne sei andato?" "Per le tipe"... Aveva scoperto che era sì l’università con maggior percentuale di iscritte femmine, ma che erano anche le più ciospe di tutte... se avesse potuto tornare indietro si sarebbe iscritto a scienze giuridiche o studi sociali, che lì ci sono tutte le tipelle tirate... in quel caso sarebbe resistito almeno un anno anche lui!

Quando si accorgono che sto filmando l’intervista, si alzano di corsa e scappano strappando il foglio dalle mani della Lety... faccio in tempo però a lasciargli l’indirizzo del mio blog... che così mi aumentano i contatti!

Beh, è ora di andare, ci aspettano per cena... a Muggiò.

Muggiò, al contrario di Cinisello Balsamo, esisteva anche prima dell’emigrazione ed era un’elitaria frazione di campagna in cui le famiglie borghesi avevano qua e là delle villette immerse nel verde... oggi, come tutto il resto dell’interland... è un quartiere dormitorio in cui si vive accatastati gli uni sopra gli altri cercando di anticipare di cinque minuti l’uscita dal lavoro per fregare il parcheggio sotto casa al vicino. La casa del nostro amico però ci lascia sbalorditi: ci aspettavamo il classico bilocale da under 30tyns, invece è una specie di piccolo attico con una grande vetrata "panoramica", ben due camerette, una cucina minuscola, un salottino, un bagno e corridoio di ingresso. L’ha comprata in società con il fratello per riuscire a pagarla in 20 anni di mutuo, con l’impegno anche del padre che per fortuna lavora in banca... lui ne ha 25... a 45 anni sarà proprietario di una camera in casa con suo fratello... la sua ragazza nel frattempo andrà a trovarlo di tanto in tanto fermandosi a dormire da lui di nascosto perché come tutte le brave ragazze non può avere rapporti prima del matrimonio... che non avverrà prima di una 25quina d’anni presumo! E per fortuna che non ha una sorella femmina, che rischia di rimanere in cinta e sbatterlo fuori casa con la scusa del bambino! Tutto sommato gli è andata bene, perché gli hanno fatto il mutuo anche se è precario. Le banche ormai sanno che con questa politica del lavoro riescono ad avere solo garanzie "congiunte", quindi si sono un po’ adeguate hanno inventato una specie di "garanzia a colletta" o "garante collegiale" in cui si sa che se il ragazzo non ha il rinnovo del contratto, intervengono una collettività di altri individui, co-proprietari, co-genitori, co-suoceri, a coprire l’esborso mensile. Corrispondendo a un intero stipendio è ovvio che una persona sola non può pagare una rata... se poi quello stipendio non è nemmeno certo... ne servono almeno altri due o tre da cui prelevare delle frazioni di stipendio per raggiungere l’unità. Così anche per l’affitto: poiché uno stipendio è di 1000 euro e l’affitto pure... una persona va a lavorare per l’affitto, e poi ce ne deve essere un’altra che va a lavorare per pagargli da mangiare e le bollette e la benzina e la macchina e le assicurazioni, e il dentista... ma siamo sicuri che un’altra basti? Non sarebbe il caso di introdurre la poligamia anche in Italia? Beh, questi più o meno erano i discorsi che si facevano a cena, ma Luca e Sergio avevano due posizioni piuttosto interessanti. Luca era euforico perché si sentiva, magari non arrivato, ma su un buon trampolino di lancio... Sergio era un po’ meno ottimista... anzi direi un po’ più angosciato perché anche lui come tutti ha una ragazza che ogni tanto se ne esce con la frase "Pensa che bello avere un bel marmocchietto" e, lui impietrito ogni volta, ci confessa che davvero non sa cosa rispondere... la Vero ancora studia, ma anche se tra un po’ cominciasse a lavorare... non è per niente sicuro che la cosa diventerebbe più facile. Forse perché non ha il padre bancario e i suoi non hanno una casa da regalare alla banca in caso di mancato rinnovo del contratto. Forse anche perché sa che una casa a metà con il fratello la Vero non gliela farebbe mai passare...

Sì, certo, Luca dice che le case si possono sempre vendere e che fra 4 o 5 anni, rivendendola, lui e suo fratello possono ambire a comprare due monolocali per avere una vita finalmente indipendente... ma una famiglia? In un monolocale? In un quartiere dormitorio soprattutto...

Lodiamo il suo ottimismo, ma già sappiamo che all’inaugurazione del monolocale non ci inviterà... per ovvi motivi di spazio, quindi andiamo sulla fiducia!

Il comun denominatore che entrambi difendevano con grinta era la convinzione che i loro nonni, i loro genitori, migranti di quel quartiere dormitorio, avevano fatto sacrifici per dare loro una vita migliore, per non fargli mai mancare il cappellino, il motorino, le scarpette firmate... e che adesso... adesso che dovevano andare da soli con le loro gambe... i genitori erano ancora là a dargli una mano... Luca ripete continuamente "Io sul mio cammino sono cascato un giorno, senza rendermi bene conto, da lì dovevo partire camminando da solo... Ma devo dire che sulla mia strada sono caduto in piedi e ho dovuto solo cominciare a muovere le gambe". Sacrosante parole! A noi il pezzo di pane non è mai mancato!

A fine serata arrivano Luca e il Cazza a recuperarci. Salutiamo tutti e ci avviamo in quel di "Cantù mi piaci tu".

Siamo già a lunedì sera e per domani è prevista la partenza... alle 10 o alle 11 di sera... non ci siamo bene capiti, comunque lo zio che ha sempre la tendenza ad anticipare sicuramente per le 9 di sera ci farà essere là, quindi l’orario di partenza è puramente indicativo.

crotone binario 16

Viaggiamo con la Freccia del Sud, treno intercity notte in cui tutti i posti sono prenotati da mesi. È il primo agosto e i quartieri dormitorio si svuotano, i migranti fanno ritorno a casa, alla terra calda ed ospitale del Sud. Noi siamo lì ad assistere all’evento... per il solito dovere di cronaca... o, come dice il nonno Fabio, perché siamo un po’ dementi, che con gli stessi soldi andavamo comodi e freschi in aereo... ma vuoi mettere l’esperienza??? Abbiamo raccimolato tre costosissimo sedili dritti dritti in scompartimento da sei. Carrozza 4... che è sempre un’incognita...

dipende da dove si comincia a contare, dato che il treno ne ha almeno una trentina e la stazione di Milano è "termine".

Arrivo previsto per la mattina successiva alle 8.30 a Bari e un’oretta comoda comoda di tempo per il cambio treno. Di solito il treno se fa ritardo più di un tot deve rimborsare i biglietti, quindi se dovete calcolare un viaggio in treno con cambio, mettete già subito in conto un ritardo di almeno un minuto in meno del limite di ritardo previsto. Ad esempio per intercity ed eurostar con prenotazione il limite dovrebbe essere di 30 minuti e quando arrivate in stazione l’annuncio dirà "il treno Eurostar 3786 Venezia-Milano arriverà con 28 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio". Tranquilli, raramente supera i 28-29 minuti, perché, allo scattare del 30esimo, scatta anche una perdita economica per l’azienda che, adesso che è privatizzata, è meglio non ci sia.

Ad ogni modo, ponendo anche un 40-45 minuti di ritardo, il treno dovremmo riuscire a prenderlo lo stesso e avremmo risparmiato anche un 30% sul costo del biglietto... che è di più di quello che ti scontano con la carta verde di questi ultimi tempi! Si può dire che se siete meridionali migranti e dovete scendere stagionalmente al Sud, anche adesso che non c’è più la Cassa del Mezzogiorno, potete avvalervi del bonus di rimborso del 30% di Trenitalia. Se inoltre siete studenti, potete cumulare il 20% della carta verde con il 30% del rimborso... si può dire quindi che al Sud la vita costa effettivamente la metà!

1 agosto 2006

Martedì, ultime commissioni, piccoli acquisti, controllo bagagli e... via si parte! Appuntamento con la Lety alle 22.30 in stazione centrale, al solito binario, l’11, quello degli intercity Venezia-Milano.

luca valigie

La Lety mi chiama per fare il punto della situazione e io le ordino la merenda per il viaggio... tipo quando si va in gita... e lei "Jack... ma che kakkio si porta quando si va in gita?"... questo è il problema di avere una morosa più avanti con l’età! Ahhhhh !

Martedì sera i nonni avevano una cena da un loro amico fichissimo che ha una moglie montenegrina con una mamma 6 anni più giovane di lui. Io ho una morosa che la sua mamma ha 48 anni più di me! Ih ih ih ih...

Siccome però noi avevamo il treno alle 11, che per lo zio era diventato alle dieci... loro hanno dovuto rimandare la cena per portarci in stazione a Milano. Alla fine si sono messi d’accordo che sarebbero passati là dopo averci portato in stazione, quindi siamo partiti un po’ prima per non fare troppo tardi. Morale della favola... alle 9 e 20 eravamo in stazione!

Mılano Centrale

 

La stazione Centrale di notte è come la piazzetta di un paese di montagna nella stagione estiva. Vedi dei tipi strampalati con zaini e borse a tracolla, ne vedi altri seduti sulle panchine rilassati, e altri che si guardano intorno smarriti. Ci sono poi quelli con le chiavi della macchina in mano e il naso all’insù, ci sono quelli vestiti pesante e lo zaino... perché sono in montagna, e quelli in canottiera e ciabatte perché è estate; c’è gente a terra che legge, altri che giocano con i bambini, altri ancora che si baciano in intimità sfruttando un angoletto un po’ più buio. Poi ci sono le luci gialle soffuse e le vetrine dei negozi chiusi, ancora gente, e poi laggiù un bar ancora aperto, con i camerieri alienati che fanno il turno notturno. In queste piazze si incontra sempre un sacco di gente, italiana e straniera, felice di partire, o ancora in cerca di un posto dove andare. C’è chi l’Italia già la conosce, chi da sempre, suo malgrado, ci vive, e chi invece ci sta arrivando per la prima volta. Questo sembrava il caso di un gruppo di cinesi seduti sul bordo di una delle fontanelle decorative dell’atrio d’ingresso.

cinese scarafaggiErano incuriositi, stupiti, divertiti dal cibo buffo. Sembravano i giapponesi di una volta, sempre col ridolino idiota e gli occhi sgranati a guardare tutto. Vedo lo zio che ghigna tra i baffi... e guardo dentro la fontana, dove sta fissando anche la cinese inebetita... ahhhrggghhh ... la fontanella spenta è in realtà un quartiere dormitorio per scarafaggi egiziani, immigrati anche loro clandestinamente, forse a bordo di una delle carrette del mare, e ora in cerca ora di occupazione. In questa specie di bidonne villette, cioè cittadella di rifiuti, gli scarafaggi si industriavano operosi per urbanizzare alla meglio il loro nuovo quartiere dormitorio, da cui sarebbero partite numerose operazioni di caccia all’ostaggio.

scarafaggi

A bordo della fontana c’era seduta anche una giovane bimbetta francese che a quella vista ha fatto un salto di un metro ed è scappata dal papà... altre due sorelline pugliesi invece cercavano di sporgersi il più possibile per vederli più da vicino.... io cercavo di inserire la macro per fargli le foto!

Scendo per vedere se hanno scritto sul tabellone il binario di partenza, poi ne approfitto per chiamare la nonna, andare in bagno e fare due o tre foto. Per andare in bagno a Milano servono 70 centesimi di euro, in una piazzetta di montagna 80, ma ti danno il caffé in omaggio. Sento che mi chiamano da lontano, ma sto per fare un capolavoro di foto e non mi fermo... poi da dietro a poco più di un metro "JacK! Skifoso!". È la Lety!

È venuta in macchina con un amico dello Ste. Lo Ste... che non vi ho ancora spiegato chi è... è il "cognato" della Lety, cioè quello che ha fatto una bambina insieme a sua sorella ... e che adesso vive a casa della Lety... mentre la Lety abita a casa dello Ste... kekkakkio!

La Lety !!!

lety in gita

Mi viene in contro con una borsa della spesa tutta aperta e dondolante... con dentro ogni ben di Dio! Kinder briosk, quelle ai cinque cereali, succo multivitamine, flash al formaggio, acqua, pizzette, Riz pacco gigante... ahhhh, la Lety! Allora vedi che le faceva anche lei le gite!!!

I genitori di Luca sono stati con noi un sacco in stazione, ma non hanno fatto in tempo a vedere la Lety. Peccato! È così bella!

Questo vuol dire che sono già le 22.30... e il nostro treno dovrebbe partire di lì a poco! Il binario però non è ancora segnato. Torniamo alla fontanella, poi decidiamo di andare a prendere un caffè, a turno, al bar degli allucinati... prima andiamo io e la Lety, che ce lo offre lei... poi io rimango a fare l’ostaggio, la Lety se ne va e arriva lo zio! Ahhhh...

 

Al bar ho fatto amicizia con un cameriere napoletano che voleva farsi fare le foto alla klintistvud e allora si metteva in posa. Poi ho fatto le foto anche al cameriere cino-mongolico e alla duprushka, che non può mai mancare!

cinomongolo e duprushka

Bevuto sto caffè... il numero del binario non è ancora fuori. Cominciamo lo stesso a raccogliere i bagagli e lo zio dice di andare al binario 16 che vede "movimento". Infatti dopo un po’ viene segnato in tabellone. Sono tutti già là... si dice che tra i binari esistano dei bagarini che vendono le soffiate sui binari di partenza prima dell’annuncio ufficiale.

Al bınarıo ... ???

Arriviamo ed è da aver paura. Sono le 23.00, il treno non è ancora arrivato, ma hanno annunciato un ritardo in partenza di 20 minuti. La cosa più spaventosa è la coda, che va oltre la fine del binario a perdita d’occhio. Con i posti prenotati non dovrebbe esserci problema, ma lo zio dice che in mezzo ai corridoi si accatasta talmente tanta gente che poi non si può più passare. Noi abbiamo il ticketless, ma alla mamma viene in mente che forse dovevevamo stampare i biglietti... vabbeh, tanto ormai è già troppo tardi! Per fortuna siamo talmente indietro che quando arriva il treno ci troviamo appena all’altezza del binario 15. vediamo alcuni abusivi che cominciano a correre nella nostra corsia e cercano di aprire le porte del treno dal lato opposto. Urlano e corrono e il macchinista grida: "se vi fate male vi arrangiate"! Beh, noi eravamo là, le porte erano aperte... e abbiamo preso la corsia 15 anche noi! La carrozza 4 per fortuna era appena dopo le cuccette. E così ci siamo infilati dal lato opposto... sbagliando comunque lato... perché siamo entrati al 132... e avevamo il posto 33, 35, 36.

binario 16

I primi a salire erano stati quelli senza prenotazione, che erano già in fila da un pezzo. Avevano occupato tutti i posti, con la politica di alzarsi solo davanti ad un biglietto con prenotazione in bella vista. Dopo un ingorgo letale nel corridoio che ci è costato qualche ematoma da valigia, entriamo nel nostro scompartimento e... chiaramente c’era un solo posto libero. La mamma entra minacciosa chiedendo "avete la prenotazione?" "Una" le rispondono. "Bene, gli altri fuori e la prossima volta imparano a prenotare" "Eeee... mo’ quando parte il trenoooo... " "Mo’ quando parte il treno vorremmo essere già seduti, quindi fuori, grazie! 33, 35 e 36 liberi poi fate quello che volete!". L’Italia funziona all’italiana... la mamma non si vuole proprio rassegnare!

stranı compagnı dı vıaggıo ... ennesıma

Per fortuna ci è andata bene: con noi c’erano un signore anziano pugliese che continuava a dire "che freddo! Mamma che freddo!", una ragazzina che si diceva "di Bergamo", ma non parlava propriamente bergamasco... e una famiglia di albanesi che avevano occupato preventivamente il vagone. La bambina e il bambino almeno dovevano star seduti. Non potevano mica stare in piedi tutta la notte! Infatti io mi sono stretto nel posto della mamma e loro si sono straiati nel sedile di fronte. Poi abbiamo unito i sedili dalla parte del finestrino e ci siamo accartocciati io, la mamma e la Lety sul quel lettino stretto stretto. Facciamo subito amicizia con la ragazzina di Bergamo, che andava in Puglia dai suoi.... Aveva problemi col cellulare che si oscurava senza motivo. Dice che è un difetto tipico di quel modello. È già il secondo che si fa cambiare e non ha neanche un anno. Poco male, finché è in garanzia, gliene danno uno nuovo ogni volta. Quando si oscura lo spegne e lo riaccende...a volte si riaccende nero, a volte bianco, a volte a strisce colorate... a volte invece funziona. In questo caso si è acceso, ma.... al contrario... cioè invece di "inserire pin" c’era scritto "nip eriresni" ... a questo punto ci chiede... "ma lo devo inserire al rovescio?" Decide saggiamente di riaccenderlo... e viene bianco... vabbeh. Tanto, dice, ne ho un altro! Ahhhh !

inserisci pin

Intanto il treno parte... con più di 40 minuti di ritardo... ma sul tabellone ne erano segnati ancora 20... questione di etichetta Trenitalia... fa brutto dire 40... è come per l’età delle donne!

È talmente carico che spinge a fatica, oscilla facendo le curve e fa una puzza terribile di freni bruciati ogni volta che rallenta. Ma che puzza! C’è la tipella disgustata. Noi che ridiamo a ricordarci di quella volta in montagna col nonno!

Lei sta andando Giù a trovare i vecchi amici, ma è triste perché sono tutti disoccupati. Quelli che lavorano prendono troppo poco e non possono uscire di casa. Sono costretti a fare i figli nella casa dei genitori che è inevitabilmente troppo stretta per tutti. Dice che alcuni non possono neanche permettersi il motorino e sono costretti ad andare in due o addirittura in tre sullo stesso! Una sua amica fa la commessa 10 ore al giorno e prende solo 400 euro. La mamma dice "ma non è in regola...?!?". "Giù nessuno ti mette sotto"... intendeva "sotto padrone", nel senso di fare un contratto. "cambiano... ti danno lavoro un mese e poi non ti chiamano più! Anch’io lavoro a cooperative, che mi chiamano tre mesi là e poi niente un mese e non si sa, ma almeno prendo mille euro". "E sei in regola..." dice la mamma... e le continua: "Ma io non farei mai cambio, 10 ore per 400 euro!". La mamma le chiede che lavoro sta facendo adesso... perché lei che non sa neanche parlare italiano prende 1000 euro e la dottoressa Letizia che è quasi sindaco ne prende mille e un kakkio, senza ferie, malattia e maternità garantite? Lei risponde "adesso niente perché non c’è lavoro". La mamma dice che invece c’è lavoro, molti negozi e ditte hanno fuori il cartello "cercasi". "Sì, ma per fare lavori di merda! Cose che gli Italiani non farebbero mai... io che sono italiana mica vado a raccogliere la merda. Sono lavori da negri quelli. A me neanche se me lo dicono... se mi offrono 4 euro per andare a pulire le strada io gli dico di no... ma cosa credi...". Beh, lì la mamma si altera un pochino! "Tu che superiori hai fatto?" "Ahhh no, non sono mica fatta per studiare io, ho la terza media.... lo studio non mi piace proprio!". E poi attacca anche lei col discorso che i suoi genitori sono emigrati per darle tutto, che non le sono mai mancati i 10 euro e il cellulare, che non si abbasserebbe mai a fare quei lavori... ecc ecc. Minchia, ma li fanno in serie i figli degli emigrati!!!

Poi però quando la mamma dice che i suoi sono venuti al nord per trovare lavoro e che se lei non trova lavoro c’è qualcosa che non funziona... forse perché le troppe migrazioni hanno saturato il mercato! Allora lei comincia a lamentarsi dell’Italia, degli extracomunitari che ci rubano il lavoro, ecc... e in particolare ce l’ha con i Marocchini e gli albanesi... che sembrano davvero i più odiati di tutti nelle mie statistiche di viaggio! E lì comincia a dirne di tutti i colori sugli albanesi, con i nostri poveri vicini che se le sentivano tutte senza dire niente. Era una famigliola tranquilla. Lo zio aveva appena fatto amicizia con il papà che era tutto esaltato a sentire che andavamo in Turchia "bello Turchia! Mio amici sono andati e ci sono un sacco di minareti!" "Perché, siete musulmani?" "... sì... a te piacciono i musulmani?". Per fortuna noi possiamo sempre dire che studiamo scienza islamica... e così viaggiando abbiamo un sacco di amici. Ormai con i mezzi pubblici ci vanno gli immigrati... che in gran percentuale sono musulmani.

Quando scoppierà la guerra in Italia... i telegiornali internazionali diranno che siamo un Paese con governo cristiano e maggioranza della popolazione musulmana... praticamente una dittatura come in Iraq, Siria e così via, come ci hanno insegnato per Sci’iti e sunniti!

Io nel frattempo stavo facendo lezione di turco alla Lety e avevo coinvolto anche la ragazzina bergamasca, per metterla in salvo dalla mamma che era piuttosto agguerrita.

lety studia turco

Ke kiavika! Non sapeva parlare nemmeno turco! La zia Lety invece sa già contare fino a 5, ordinarmi l’ayran per me e il kebab, l’acqua, la birra per lo zio e la mamma! È stupenda! Ahhhhh...

Intanto però la tipella scàlpita perché è già l’una e non fuma dalle 10. Vuole sapere quando arriveremo a Bologna, che ha sentito dire è una fermata piuttosto agiata e può scendere a fumare. Non c’è speranza... viaggiamo con un ora di ritardo... tanto poi recupera! Di lì a poco arriva il controllore ed esibiamo il codice segreto... ci cerca sul palmare, ma non ci siamo... deve esserci un problema... forse non c’è la linea... vabbeh, ricontrollerà poi passerà a portarci le ricevute.

Importante sottolineare che le ricevute sono fondamentali per la richiesta di rimborso, quindi, se volete avvalervi dello sconto "bonus riborso" per i treni diretti o provenienti dal Sud, procuratevi il biglietto cartaceo prima della partenza, altrimenti rischiano di "non trovarvi".

Gli facciamo notare il ritardo e il nostro problema di coincidenza, ma lui ci rassicura "Tranquilli, ad Ancona avremo già recuperato!". Come il solito!

 

Data la situazione piuttosto calma e la presenza di persone fidate in scompartimento, decidiamo di dormire. Io, come mi aveva insegnato il Predicatore Nero del Jesus Alleluja, mi lego la borsa del computer addosso e mi ci addormento sopra. Qui dentro sono contenute le sole prove della mia esistenza! Sarai finito se me lo rubassero!

2 agosto 2006

Tra uno sveglino e l’altro, una merenda con i Riz e una manciata di flash... ci facciamo una bella pennichella, un po’ storti, ma belli rilassati! La tipella entra e esce continuamente. Una di queste volte ci dice tutta felice "E io che aspettavo per fumare.... ! Di là hanno allestito la saletta fumatori". Io subito non ci faccio caso e penso che abbiano organizzato uno scompartimento dove si sono messi d’accordo per fumare. Finché verso mattina non devo andare in bagno... ummmhhhh... nel pianerottolo fuori del bagno c’era una nuvola di fumo come la nebbia della Pianura Padana e due o tre napoletani che ridevano dicendo cazzate. La nostra amica aveva fatto amicizia con loro e parlavano di Quelli del Nord che non sanno vivere, che sono stressati, che pensano solo al lavoro e così via. I fratelli di uno di questi lavoravano uno a Pavia, l’altro a Torino, l’altro a Milano... e lui a Como... professore, impiegato comunale, vigile del fuoco, segretario di un preside del Liceo Classico... tutti posti statali, insomma! Stressanti... !!!

Alla provocazione della "saletta fumatori" la mamma risponde con una battuta piuttosto ferma. "Se è vietato fumare, è vietato. Non è vietato solo fino a Bologna e poi da lì in giù Far West!". Intanto mi strofina i capelli con un fazzoletto umido... quelli per il culetto dei bambini... per togliermi l’odore di fumo. Sapete cosa ha il coraggio di dire alla mamma la bergamasca? "Scusa, ma se io voglio fumare e tu non vuoi, va bene, è giusto che io rispetto te che è vietato, ma, scusa, anche tu devi rispettare a me che voglio fumare. È questione di rispetto". Evito di riportare la risposta della mamma, vi dico solo che la tipella dal quel momento ha deciso di concludere il viaggio nella "piazzola fumatori".

Arrıvo ın Puglıa

Mi faccio un altro po’ di sonno e mi sveglio all’alba, al grido "caffè" Ci sono i caffè!".

Tutto il lungo mare è illuminato di rosa; dall’altra parte ci sono le campagne pugliesi, con i trulli, i campi di girasole e i condomini abusivi fronte mare. Ahhhh, Itaaalia!

"drin drin, drin drin!" ecco il campanellino del carrello. Lo zio dice che su questo intercity non passa il carrello delle vivande perché non riesce ad attraversare il corridoio, ma adesso molta gente è scesa e probabilmente ha cominciato a girare. Una bella Fanta fresca... Ahhhh !

Quando arriva però... vedo un ragazzo giovane e carino... anche lui napoletano... che gira con un cesto di vimini tutto scocciato ad un termos a mo’ di vassoio fisso. Intorno al termos ci sono tutti i bicchierini di caffè che vende ad 1 euro l’uno! Peeeerò!

Passa un controllore, un altro... hanno fatto cambio turno qualche stazione prima. È salito questo, meridionale, che ha un contatto più diretto col territorio. Gli chiediamo come va il ritardo... siamo appena sopra l’ora, ma ci rassicura che recupereremo senz’altro. Gli diciamo della coincidenza e gentilmente su insistenza della mamma e dello zio controlla le coincidenze successive. Il nostro treno era alle 9,25, ma ce n’era un altro che avremmo sicuramente preso... al limite correndo un po’... alle 9 e 35! Ma tu ci sei mai stato a Bari? E sei sicuro di capire subito a che binario devi andare??? Mancano ancora due ore buone, quindi continuiamo a ciondolare... facciamo colazione con le kindercolazionepiù e il succo della Lety... dormicchiamo ancora un po’.

Profondo Sud !

Ci svegliamo di nuovo quando fa più chiaro. Siamo ancora lontani e il treno continua a fermarsi. Aspettiamo di far passare avanti altri treni, poi lentamente ripartiamo. I freni puzzano di meno perché siamo meno carichi. Questo nuovo controllore ci cerca sulla macchinetta e neanche lui non "ci trova". Va e viene un po’ di volte, telefona ad un collega, cerca di nuovo. Non ci siamo proprio... "... ma pagato avete pagato?". Il ritardo aumenta. Siamo a 70 minuti "annunciati". Ci rifiutiamo di calcolare i "reali". La mamma comincia a chiedere al controllore di vedere se ci sono altri treni dopo per Brindisi... "Ci sarà pure qualche altro regionale!" "Ah, grazie!". Con il palmare in mano! Ma secondo voi lo sapeva usare? Dato che ancora sul computer non compariamo... decide di chiamare un collega e chiede, come favore personale, di ritirare il nostro biglietto alla stazione di Foggia e consegnarcelo alla carrozza 4. Dice che siamo diretti a Lecce e che il nostro codice è "8, 4, jei dijolly, O... di Otranto..." eccetera eccetera...

Peccato che fossimo diretti a Bari e che nel codice la lettera fosse y e non j! Lo zio ci rassicura dicendo "Se ha la stessa prontezza mentale del collega... sente jey e scrive yei!". Nel frattempo, tra una volta e l’altra, il controllore si era dimenticato il cappello nel nostro scompartimento.

luca ferroviere

Lo zio se l’è messo subito... il suo sogno è fare il macchinista... a casa, quando non costruisce linee ferroviarie nell’America del 1800, gioca col simulatore che Trenitalia usa per addestrare i piloti. È contento come una Pasqua e sta già escogitando di portarselo in Turchia. Per sfiga il controllore prima di scendere torna indietro sicuro di averlo dimenticato là.

A Foggia sale quest altro controllore che lesto ci consegna i biglietti! ... A pensar male si fa peccato, ma...

É un tipo secco, con i capelli rossicci e ha un difetto di parlata, è balbuziente... ma foooorte! Non si capisce quello che dice e bisogna ogni volta fargli ripetere le cose. Non è che ti inviti a far domande una situazione del genere! ... siccome però eravamo in emergenza... proviamo a chieder anche a lui del ritardo e soprattutto delle possibili coincidenze successive. Dice che c’è un treno alle 9 e 36... ummmhhhh... poi il successivo è solo alle 12 e 27, con arrivo alle 13 e 47 a Brindisi... Oddio, la stazione non è molto lontana dal porto... ma la nave parte alle 14.00 e il ceck-in chiuderà un po’ prima, immagino!

Non è possibile! Sono appena le 8 e mezzo e sappiamo già cosa ci potrebbe aspettare alle 14.00... un bel week-end a Brindisi... anziché la bella vacanza in Turchia che avevo promesso alla Lety nello story-board del mio pre-diario di viaggio! Che figura!!!

La cosa peggiore è essere completamente impotenti... senza un telefono per chiamare l’agenzia, senza una linea di internet per controllare gli orari!!! ...a volte capisco gli Americani!

Decido di telefonare ai nonni per chiedere due cose molto semplici... una ... "da che minuto scatta il rimborso per gli intercity night" ... e l’altra... " a che ora c’è il prossimo treno per Brindisi... "...

Entrambe le risposte pessime... "allo scattare del 60esimo minuto nel caso di intercity night con prenotazione" e "alle 12 e 27!".

Oh ooOOOOHHH !!! Siamo fottuti!

Se viaggiate con Trenitalia, ricordatevi di controllare sempre le clausole riportate in piccolo sulla carta dei servizi... specie per quanto riguarda i ritardi!

Sempre pıü profondo Sud.... !

Cominciano a girarci le scatole, la mamma becca un ferroviere fuori servizio e comincia l’inquisizione. Il poveretto telefona al capotreno, poi in stazione a Bari per sapere se il treno delle 9 e 35 può aspettare la coincidenza. "Eh, vedete da quando hanno privatizzato, siamo come separati in casa... la società che gestisce le reti non si parla con quella che gestisce il servizio ai clienti. Purtroppo il treno ha già comunicato che partirà in orario". "Poi è strano tutto questo ritardo... c’è pure sto regionale che è appena passato avanti che ci sta facendo rallentare... ".

Ma... com’è che qui i regionali superano gli intercity????

Ci attacca poi un pippone sul fatto che i treni è meglio non prenderli, che lo Stato non dà sufficienti mezzi e che lui stesso di solito prende la macchina perché almeno è sicuro di arrivare... poi comunque ci sono altri problemi, tipo il parcheggio... ma vabbeh, è quello che è, ci si deve rassegnare!".

Lo zio sembra un toro infuriato, fuma dal naso e ha gli occhi iniettati di sangue. Dice che è meglio che non si metta in mezzo se no scatta un delirio. La mamma cerca opera di mediazione e chiede cosa sia possibile fare... "ci sono altri mezzi ?... una pullman di linea, una navetta alternativa... un treno merci...". Gentilmente ci consiglia di andare al primo binario al servizio "Accoglienza clienti" per chiedere se per caso hanno organizzato un servizio sostitutivo... siiiiì, certo... per 111 kilometri!!! A Bari poi !!! vebbeh, ci proviamo. "comunque tra 5 minuti siamo arrivati. È la mezza.... siamo ormai alle porte di Bari Cetrale... il treno si ferma di nuovo un adecina di minuti per lasciar passare avanti un’altra carretta, poi, lentamente, riparte. 10.02, siamo a Bari Centrale!

Corriamo al primo binario e troviamo la solita sala gremita di turisti stranieri... italiani incazzati... impiegati al telefono... file senza regole, gente a terra, zaini ovunque... ci sarà da aspettare almeno un’ora o due!

Welcome to Italy !

trenitalia clienti 2

La mamma passa avanti fregando il posto ad uno spagnolo che accenna una protesta. "Sì, sì... mo’ quando parte il treno.... " dice la mamma! Ahhhh, finalmente ha capito come funziona l’Italia... e l’hanno capito anche questi turisti, che l’anno prossimo andranno in Croazia, dove almeno non ci sono le ferrovie! Chiediamo di un trasporto alternativo, spiegando la situazione. L’impiegato con un ghigno idiota risponde "ma quale treno? Ekké, è arrivato un treno da Milano? E quando è arrivato ’sto treno?". La mamma lascia stare, gli chiede di cercare almeno il numero della agenzia della nave al porto di Brindisi per sentire se ci sono rinvii, ritardi e così via... Lui mi dà in mano l’elenco di Bari.... ????.... Incazzata la mamma chiede di usare internet... non c’è!... Poi l’impiegato si eclissa e compare una bionda la suo posto... le spieghiamo di nuovo la situazione chiedendo consiglio... si adopera per recuperarci il numero dell’agenzia... e poi ci suggerisce di prendere un taxi e mandare la fattura di rimborso a Trenitalia. Siiiiì, ceeerrrrrto! Usciamo, chiediamo informazioni al taxi... "Con fatturaaaaa... sarebbero 90 più 90... 180 euro..... " La mamma si scalda ancora di più... ".... ma la fattura non è che sia un optional... porkavakka ehhh !!! e poi noi abbiamo bisogno di chiedere rimborso, quindi ci serve un riscontro. "Ah, in quel caso sono 180 più IVA!". La mamma e lo zio scattano come mastini... "Ma che cazzz di discorso è ???’". Spieghiamo che siamo studenti e che non è il caso... dobbiamo solo arrivare a Brindisi per non perdere i 600 euro già pagati per la prenotazione della nave... oltre ai soldi del biglietto non utilizzato... già maggiorato di costo di prenotazione!

Capiscono il caso umano e si offrono di accompagnarci nell’ufficio clienti per rimediare un rimborso taxi preventivo. "Lo fanno spesso" dicono "per i passeggeri che perdono l’ultima coincidenza. Ci fanno un buono e noi li accompagnamo a destinazione.". Partiamo agguerriti... 90 minuti di ritardo senza soluzione alternativa ci sembrano una ragione sufficiente!

Il tassista ci accompagna all’ufficio "disabili". Noi diciamo... maaaa... "accoglienza clienti" è dall’altra parte! "E non è Trenitalia pure questo?". Ridiamo! Che polentoni che siamo !!!

Suoniamo il campanello, ci aprono e... ci troviamo davanti l’impiegato dal ghigno idiota e strafottente... che cerca di menarci un po’ per l’aia... spieghiamo che la collega ci ha suggerito di chiedere il rimborso del taxi. Dice che non è possibile.... mahhhh ! Anche il tassista ci mette tutta la buona volontà, ma pian piano i toni si accendono e tutti cominciano ad urlare. Io prendo la mia macchinetta e faccio un bel filmato ricordo del "disguido all’italiana"... l’impiegato allora si incazza tantissimo e mi minaccia. La mamma risponde che non crede sia vietato riprendere il lavoro di un impiegato pubblico... con tanto di cartellino di riconoscimento... "Non mi sembra ci sia niente di segreto" dice. Lui minaccia di chiamare la polizia. La mamma scuote la testa e chiede di spiegare quale sia il reato. Fa niente, cancello il mio bel reportage di viaggio e metto via la macchinetta. Nel frattempo arriva il responsabile dell’ufficio e comincia ad urlare pure lui... recitando la carta servizi... senza dare nessuna soluzione... e, la cosa più bella... senza neanche chiedere scusa! Meno male che adesso che è privatizzata... "il cliente ha sempre ragione!".

Barı-Brındısı ... ın taxııııı !!!!

Alla fine desistiamo e andiamo a contrattare con i tassisti. Per Brindisi 180, non se ne scampa ! ma in un’oretta siamo arrivati... si è fatto quasi mezzogiorno e decidiamo di andare. Lui è un tipo simpatico. Facciamo due chiacchiere e ci fa vedere un po’ il lungomare della città... "sequestrato da ormai tre anni..." dice.

Lo zio ingenuo "Come sequestrato?". "eh, hanno fatto i lavori, tutto nuovo... una spiaggia bellissima, vedi, col parcheggio, le stradine, i chioschi... e ora è tutto transennato". "Ah, come punta Perotti!". "No, nooo, qui hanno chiuso tutto perché hanno trovato l’amianto!"

Ma come... solo quando hanno finito i lavori ??? un esame del terreno prima... nooo?

Stiamo uscendo dalla città e il tassista dice allo zio "le cinture"... tipo comandante dell’aereo, poi ci spostiamo sulla corsia di sinistra e... giù a tavoletta! Qui la legge delle cinture si è fusa con quella dei fari accesi anche di giorno... e ... i fari restano ancora spenti,... ma le cinture si allacciano uscendo dal centro abitato. ... un po’ come la storia della saletta fumatori!

Vediamo la zona industriale... c’è anche un capannone con scritto "Divani Cantù". Bella la campagna, bella la Superstrada... ma tutto piuttosto uguale e cadiamo tutti e tre in letargo. La Lety, che mi conosce sapeva già che a quell’ora il mio pancino comincia a brontolare, quindi, appena sveglio, mi fa trovare una bella pizzetta da mangiare per merendina. Dormo ancora un po’ e mi sveglio che stiamo entrando al porto.

Ci immaginavamo una fila lunghissima, ma davanti a noi ci sono solo due o tre gruppetti di turchi... o curdi... dalle facce!

Non è troppo tardi, ma diciamo che non siamo neanche in anticipo! Non ci dicono nulla e andiamo verso la nave. Anche nel terminal passeggeri non c’è nessuno... è vuoto come l’anno scorso... sempre in stile tirolese... con l’aria condizionata a soffitto.

Capıtan Zaman... la rıscossa !

imbarco nave

Entriamo dal garage, ma questa volta i marinai sono tutti in divisa bianca e non in tuta da lavoro come l’anno scorso! C’è anche Capitan Zaman, quello vero, col baffo bianco e la panza enorme!

Bello! La Lety è incantata! È un traghetto di lusso! Una cameriera ci accompagna alla cabina... è da quattro, bella comoda, con la moquette azzurra, lo specchio, la scrivania e i lettini già pronti con lenzuola e coperte. Ahhhh !

Come dicono sempre la mamma e lo zio, una volta abbandonato il territorio italiano, il viaggio comincia a diventare piacevole: i mezzi puliti e confortevoli, il personale cordiale e poliglotta, la gente più educata e rispettosa delle regole! ... e siamo su una nave di Curdi! Italiani imbarcati pochissimi e tutti ghettizzati, piuttosto rigidi e spaesati. Noi invece cominciamo a fare amicizia con bambini turchi e personale.

Preso possesso della cabina ci docciamo e poi usciamo per un giro di ispezione...

film

Arghhh... la piscina è vuota! Ci sono solo i gommoni per bambini appoggiati ad una parete a lato... io che non vedevo l’ora di un bagnetto in mare aperto! La terrazza con i tavoli del bar ha la solita moquette verde di prato sintetico e una graziosa verandina in canne di bambù... tipo quelle dei Mevlana... addobbate con sacchi di fiori.. sacchi di plastica con dentro qualcosa ... con tanti forellini da cui escono i fiori. Lo zio dice che sono innestati come nella coltivazione dei germogli di soja.

fiori soja

Il bancone del bar è molto lungo e pieno di cose skifose che mi fanno impazzire: latte aromatizzato alla banana, succo di ciliegia frizzante, caramelle al mou e pistacchio, un frigo di Cola Turka e Fanta al lampone... Ahhhh, Turkia! Uscendo in veranda si sente subito il profumo del doner kebab infilzato. Faccio una foto al kebabbaro e diventiamo subito amici... poi comincio a riprendere la fontanella dell’Ayran.... ahhhh... finalmente mi sento a casa! Che delizie!

ponte super

Torniamo in cabina, io devo scrivere gli arretrati... la Lety e lo zio crollano dal sonno... dopo un po’ anch’io li seguo. La nave è incredibile, dondola lentamente ed in modo costante e fa proprio da culla. Poi quest anno per fortuna non abbiamo l’oblò e la stanza è tutta buia, così non sai mai se è mattina o sera. Straneamento totale!

Ci svegliamo come pesci lessi con la chiamata della cena... in turco, inglese e italiano. La Lety e lo zio fanno un po’ fatica a svegliarsi, anzi lo zio è praticamente morto; devo scuoterlo ben bene per fargli prendere coscienza. Arriviamo un po’ tardi alla sala da pranzo... anche quest’anno siamo finiti alla Orkidè. Quella più carina è la Manolya, ma mi sa che è riservata alle stanze più lussuose. Masa Onbesh... che vuol dire tavolo 15... ahhh, anche quest anno ci va bene con i vicini d’ombrellone! Siamo al tavolo con una famiglia turca molto simpatica... un po’ famiglia Addams, ma si vede che è brava gente: il padre ha gli occhi che luccicano, la mamma è cicciona, sembra piuttosto timida, ha i capelli corti e i denti distanti l’uno dall’altro. Quando la guardo sorride e arrossisce abbassando gli occhi.

vicina turcaIl figlio è un elemento da circo: mette un cappellino di sbieco con la frangia lunga che copre gli occhi tutta impataccata... tipo capello riccio stirato con l’acido... veste una maglietta rossa Versace e tiene in mano le chiavi della macchina...????... Guarda sempre basso e deve essere molto timido anche lui. Un po’ più giovane delle zio, credo, e molto probabilmente cresciuto in Germania, dato che ha tutti gadget tedeschi. Il padre ci scruta un attimo, poi si scioglie e non fa altro che sorridere a sentire me e la Lety che ci esercitiamo a parlare turco ordinandoci da bere e da mangiare a vicenda. Per primo c’è corba... minestra di lenticchie frullate addensata con amido di mais ed insaporita col dato... lo zio dice che è di bustina. Per secondo carne durissima a striscioline galleggiante in un sughetto di pomodoro liquido e piccante addensato con l’amido e qualche sottaceto galleggiante... dà l’idea di essere un piatto ucraino...

Per dessert c’è una pesca... ahhh hanno portato anche un boreq... una specie di kaciapurì armeno con la pasta sfoglia e il formaggio acido dentro.

Mangiamo in 8 minuti... poi decidiamo di trastullarci un po’ sul ponte bevendoci una bella birra Efes e godendoci il tramonto. Ho fatto delle foto spettacolari e intanto ho conosciuto un po’ di gente. I miei soggetti preferiti sono diversi: due italiani sfigati che non fanno altro che stare a parlare di donne e tormenti d’amore... ; un bambino turco biondo cicciotto di circa 1 anno che cammina dondolando a ritmo di nave...; alcune ragazze turche italiane che portano il rousari di seta legato in modo chick...; altre matrone curde di più di un quintale col velo legato dietro, alla contadina...; tipi che dormono!

tipi che dormono

tipo che dorme 2

Sul ponte superiore ci sono una marea di curdi o zingari che hanno buttato le coperte per terra e stanno già mangiando, giocando a carte, cambiando il pannolone ai bambini. Una di loro aveva già cominciato a vomitare appena iniziate le manovre in porto... altri parlano tra loro in almeno 5 lingue mescolate.

Sul ponte inferiore c’è il bar, con gli italiani nella parte centrale ed i turchi sui tavoli a lato. Bambini che corrono dappertutto.

nave ponte

L’alto parlante annuncia la proiezione di un film... una versione turca di "Balle spaziali", film che la mamma non mi lascia guardare perché dicono troppe parolacce. A questo punto la distribuzione sulla nave cambia: turchi in sala proiezione, italiani al bar... e curdi sul ponte superiore.. non li sposta nessuno! Io me la spasso col mio amico kebabbaro, che distribuisce anche ayran... lo zio e la Lety se la passano tra loro... mentre io ad un certo punto devo scendere in cabina a scrivere.

Sul ponte intanto i due sfigati italiani stanno ancora a discutere di donne insensibili e crudeli sfogliando la Lonely Planet e studiando il percorso.

sfigato

Dopo un po’ arrivano giù anche la Lety e lo zio che mi invitano a bere una fanta al lampone... ummmhhhh, come resistere??? Faccio una pausetta e poi giù ancora a lavorare fino a quasi mezzanotte... l’una di notte turca!

3 agosto 2006

Che dormita in nave !!! la mattina io mi sveglio presto e cerco di non disturbare gli altri che stanno ancora dormendo. Vado a controllare la situazione in giro per i corridoi, ma tutta la nave dorme, allora rientro in cabina e aspetto buono buono fino alla "chiamata alla colazione", che ormai è solo in turco e in inglese... tra un po’ sARà SOLO in TURCO!

sala pranzo

Una delle cose che mi piace di più della cultura islamica è che il muezzin è perfettamente sincronizzato col mio pancino... chiama a colazione, a metà mattina per lo spuntino, a pranzo, il pomeriggio per la merenda, e in fine per cena. Quando sento chiamare so che è ora di cercare un posticino per mangiare perché di lì a poco mi verrà fame! La merenda classica che neanche qui sulla nave non manca è l’ayran... lo yogourt diluito con l’acqua e condito con un pizzico di sale, ahhhhh ..... ! Ormai quando vado alla cassa mi danno subito il gettone prima ancora che dica "Bir tane ayran!"... e quando consegno il gettone il mio amico kebabbaro ha già in mano il boccale da birra da mezzo... che diventerà tutto bianco e schiumoso....

Mano a mano che ci avviciniamo alla costa turca, tutta la nave si fa "un po’ più turca". L’ho già notato l’anno scorso. Ti sembra di partire con tutti italiani... poi gradualmente... si comincia a parlare solo turco... la musica diventa sempre meno internazionale... comincia a comparire qualche fazzoletto in testa alle signore più anziane... poi alle madri di famiglia... ed in fine sulle ragazzine... allora vuol dire che siamo quasi arrivati!

La musica in particolare è l’accompagnamento fondamentale del viaggio in nave... ben ritmata... quasi da discoteca, a volte romantica... quasi mielosa, rigorosamente in turco! Tendenzialmente è pop turco contemporaneo... tranne all’arrivo quando a tutto volume, in vista del porto, due o tre volte di seguito lanciano trionfale l’inno nazionale turco e la gente applaude, salta, comincia a girare intorno a braccetto come con "Madamadorè"!

Colazıone turca con ı turchı!

colazione

 

La colazione turca... i miei affezionati sanno già tutto... è come quella israeliana, iraniana, georgiana, armena... con qualche piccola variante regionale come le olive verdi invece che nere, il formaggio friabile o cremoso... ma il sapore non cambia. In nave tutto è monodose, non è esattamente una colazione ricca, ma, come prima "colazione turca" dell’anno, va tutto bene... è comunque emozionante!

I nostri vicini ormai sono amicissimi e il capo famiglia fa l’occhiolino a Luca chiedendogli da dove sono la mamma e la zia... "Italiane"... "eh, eh, marpione!" fa lui un po’ invidioso...

Suo figlio è cresciuto in Germania, ma non sta tornando a casa con due tedesche... sai che orgoglio sarebbe per la famiglia ?!? La turcità va diffusa... infatti io si vede che sono figlio misto e sembro un vero turco !

Ci racconta che lui sono 30 anni che vive in Germania, ma non ha ancora imparato il tedesco... manda a scuola il figlio... che però non dà l’idea di essersi integrato molto... ha piuttosto l’aria da sfigato... e chi se lo caga in una classe di tedeschi uno così !

Il discorso poi cade inevitabilmente sul calcio... sull’Italia che ha vinto ai mondiali... Cannavaro e così via!

Finita la colazione la Lety pensa bene di andare a riposare... e io ne approfitto per scrivere un po’ mentre la sorveglio. Lo zio va sul ponte a leggere un libro per Storia dell’Ebraismo... un libro che dice che tutto quello che esce dal corpo è sporco... (vomito, scoregge, pipì, pupù, catarro, moccoli, mestrunzioni, .... bambini....) e tutto quello che ci deve entrare deve essere purificato... (lavare la frutta, cucinare la carne, lavarsi il pisello... ) ... e questa ci scrive un libro di più di 200 pagine... ma si può???

Ecco il muezzin che fa la chiamata al pranzo... cerco di svegliare la Lety che non ne vuol proprio sapere... arriviamo un po’ in ritardo a pranzo, ma ci aspetta una gustosa sorpresa: corba di funghi... la mia preferita! Funghi in scatola Logrò con acqua, amido di mais e un pizzico di dado... Ahhhh ! la carne è la stessa di ieri con una variazione nel condimento... sembra anche un po’ più morbida... o sarà che ci siamo abituati. Il dolce è fichissimo: un fruttolo grande come uno yogourt normale... indovinate a che gusto capita a me?.... al lampone !!! L’anno scorso ero perseguitato dalle cose al gusto di banana... persino i wafer, il tè, il latte, il succo di frutta... mi viene su tutto solo a pensarci...

Mentre ci aspettava, lo zio ha fatto amicizia con il ragazzo turco-tedesco. Lo zio prima di stare con la mamma era insieme ad una turca che viveva in Germania... e conosce abbastanza bene le dinamiche perverse che si sviluppano in questi giovani gruppi di seconda migrazione... un po’ come la "bergamasca", ma lì l’integrazione è un po’ più dura perché i tedeschi non sono propriamente come gli italiani....

Quando arriviamo a tavola lo zio ci racconta che è stato "abbordato" dal ragazzo, che avrà 23 anni e non di più e con i genitori si annoiava da morire. Si siede là vicino e comincia a parlargli... forse per scoprire il suo segreto con le "straniere". Gli racconta che è sposato... in Turchia... con una ragazza turca del suo villaggio... ma vive in Germania con i genitori perché è disoccupato... e poi lì ha la squadra di calcio... che scopriamo è gemellata con Cernusco... un paese sul Naviglio a Sud di Milano.

A pranzo infatti il ragazzo si scioglie un po’ e comincia a parlare anche con noi. Ci chiede se anche in Italia ci sono molte magliette contraffatte dei marchi italiani... loro sono tutti vestiti Armani e Versace... anche perché devono tornare al villaggio e far sfoggio del loro status di migrante!

Abbiamo ancora un giorno intero di navigazione. Arriveremo domani sera a mezzanotte e mezzo e prenderemo un taxi per andare alla pensione che abbiamo prenotato. Cesme non è molto grande... è una piccola insenatura e la nostra pensione è dal lato opposto rispetto al porto, praticamente in linea d’aria ce l’abbiamo davanti... ma percorrendo tutta la costa sono al massimo 10 minuti di macchina.

Mentre stavo giocando con il pane per costruire una diga artificiale nel piatto di corba... do un’occhiata al cartellino dei pasti e... mi accorgo che questo pranzo è il penultimo pasto segnato sulla lista... non è che per tutto domani non ci danno da mangiare, vero???.

ristorante sala

Non vorrei, ma sono costretto a disturbare la mamma e lo zio... facendo notare che domani bisogna comprarsi da mangiare al bar... La Lety però, CHE HA LETTO la Lonely Planet, solleva un ragionevole dubbio... non è che in Turchia e nel resto del mondo arabo... "venerdì sera" vuol dire "giovedì sera"???

Ohhhh Kakkkioooo !!! e sì che lo sapevo ! ve l’ho scritto anche nel blog dell’Iran! Ma certo.... per gli arabi la giornata comincia al tramonto... kakkiiioooo!

Ok... cerchiamo di far mente locale sul fatto che arriveremo un giorno prima.... più difficile è realizzare che stiamo praticamente per arrivare !!!

Io vado in panico perché sono ancora indietro con il racconto... non mi sono ancora imbarcato... che dobbiamo già scendere! Poi a Cesme non è che voglio stare a scrivere mentre gli altri vanno in spiaggia!

Dopo pranzo... un ayran digestivo, una giretto di controllo sul ponte e ... poi giù in cabina a scrivere. Dopo un po’ arrivano anche lo zio e la Lety che devono fare il riposino pomeridiano. Scrivo, scrivo, scrivo a più non posso e quasi recupero... giretto sul ponte per controllare la situazione, ayran... birretta per lo zio e la zia, fanta al lampone per la mamma... e aspettiamo la chiamata per cena.

Faccio qualche altra foto a questo tramonto che è ancora più bello degli altri e lì, mentre guardiamo i riflessi sull’acqua... pluff... pluff... una pinna... "un delfino!" "un delfino!" dice lo zio... poi pluff... pluff... ancora la stessa pinna.... "ma... i delfini sono sempre in gruppo... se è da solo..."... ".. può essere solo uno squalo !!!". Ih ih ih !è proprio lui

Invece no, dopo poco cominciamo a costeggiare delle isole greche brulle che più brulle non si può... e ecco ancora un sacco di delfini! È tutto un saltare su e giù! Che spettacolo!

Chiamano per la cena... e vediamo cosa ci riserva stasera la troupe ucraina...

corba 1

... ... ... Corba... naturalmente... di grano però oggi! Buonissima! E di secondo una specie di arrosto con sughetto e purè... contorno anche di verza sottaceto piccante. Il dolce anche è molto interessante... semolino dolce spolverato di farina di cocco e guarnito con dello sciroppo... rigorosamente al lampone !

dolce semolino

Dopo cena... Ayran digestivo... e quando mi vede arrivare il kebabbaro mi sorride quasi commosso perché sa che sarà probabilmente l’ultimo. Allora mi chiede dove stiamo andando, quanto tempo staremo in Turchia, in che città andremo... e così via. Poi prende il bicchiere da litro e mi dice "Sana Buyuk!" "Ohhhh, kakkio! teshekkur edirim!". Che bello! Un litro di ayran! Quando mi vedono la mamma e lo zio fanno una faccia assurda... era quasi più grande di me! E l’ho pagato solo 2 euro.

Mi siedo al nostro tavolo in fianco alla piscina e osservo un po’ la gente. Ormai le ragazze sono tutte coperte, sfoggiano veli di seta multicolore legati in mille modi differenti. Un’eleganza impareggiabile! La nave profuma tutta di colonia e i ragazzi turchi si sono tirati a lustro con pantaloni aderenti, magliettine e camicie da disco... brillantina e scarpe lucide... stiamo per arrivare... ma di terra neanche l’ombra...

veli

ma quando sı arrıva ???

Sono già le 10 e annunciano la proiezione di un film... quindi tanto presto non arriveremo! Le valigie sono praticamente pronte... ho lasciato fuori solo il computer e la macchina fotografica con cui sto filmando l’arrivo.

Un po’ più avanti rispetto a noi noto i due tipi italiani che parlano con due tipelle tutte tirate. Il primo giorno, appena le abbiamo viste, io e lo zio eravamo sicuri fossero italiane, ma dopo un po’ che le seguivamo abbiamo scoperto che parlavano turco. Sembrano le turche di Istanbul... praticamente europee, ma col culo tendente al grosso e la statura non proprio da indossatrice... per il resto... non le sgameresti mai!

La cosa curiosa è che con i due tipi parlavano italiano perfettamente... ???... ancora più sconvolgente, comunque, era il fatto che quei due vacanzieri d’agosto piuttosto sullo sfigato, fossero riusciti a rimorchiare due tipelle così carine! Non c’è giustizia a questo mondo!

Il rituale di corteggiamento era piuttosto banale... a quello più brutto piaceva quella più brutta... e all’altro quella più carina, ma ... da manuale... il primo parlava del più e del meno con la seconda e il secondo lo stesso con la prima... avendo modo di scambiare occhiate indirette incrociate con la partner altrui... che era in realtà la vera preda... Solo le turche ci possono ancora cascare! Tralasciamo le cose che mi ha insegnato lo zio sulle ragazze turche... anche se sarebbe un capitolo piuttosto interessante.

Schifato da questa scenetta mielosa... me ne vado in cabina a scrivere un po’... e lo zio e la Lety decidono di seguirmi per una pennichella...

zio e LetyCredo abbiate già capito come sarà la nostra vacanza...

È duro tirar fuori qualcosa da raccontare.. con due compagni di viaggio così ! La mamma ancora non mi parla perché dice che a quest ora dovrei essere al Camping Nuova Pannonia. Vabbè!

Scrivo fino alle due meno un quarto... e ancora non ci chiamano per lo sbarco... mahhh... decido di svegliare gli altri due perché da un momento all’altro sicuramente si avvisterà il porto.

lanterna

Saliamo verso il ponte. Nella sala della reception molti turchi hanno avuto la mia stessa idea... ma anche quella dello zio e della Lety... quindi sono pronti con le valigie e tutto, ma per ingannare il tempo... ci stanno dormendo sopra! In pratica in sala bisogna dribblare un camping di donnone enormi, omoni con i baffi che hanno stesso tappeti e coperte e schiacciano un pisolino nell’ingresso. I bambini intanto corrono facendo la corsa ad ostacoli e giocando come a ricreazione.

Arrivati sul ponte... ci guardiamo bene bene intorno, ma ... di terra neanche l’ombra. Lo zio e la Lety mi vogliono uccidere... ma l’orologio mi dà ragione... sono già le due e mezzo, quindi tanto non deve mancare....

O KAkkıoooo !!!!

Vuoi vedere che la nave arriva veramente domani sera e io li ho tirati giù dal letto alle due di notte per niente ?!!??!! ih ih ih !

Andiamo di birra e fanta al lampone, guardiamo il ponte che ormai è diventato la piazza di un paesino alla festa del patrono... e cerchiamo di capire quando kakkio dobbiamo arrivare in Turchia!

All’improvviso, lontane lontane, ecco le luci del porto... Ismir in lontananza... la bocca dell’insenatura del porto di Cesme... la regola dell’aria calda quest’anno non vale... kakkio... è la prima settimana di agosto! Pe-pepè-pe-pe-pereppepè! Il volume al massimo e.... vaaai con l’inno della Turchia... è un delirio!!! Tutti si affacciano alla balaustra... in ordine di genere e di età... prima linea i capifamiglia, poi i primogeniti maschi... dietro le madri di famiglia... ed in fine le ragazzine ed i bambini... io mi intrufolo per filmare tutto.... Che spettacolo !!!

Prima di attraccare stiamo ancora un po’ fermi nel golfo a goderci il panorama... sono le tre passate... ma nessuno ha sonno... credo...

reception all

Poi lentamente la gente decide di defluire e cominciare ad avviarsi verso i garage. In prima fila ci sono quei tipi allucinati del ponte superiore... che tra coperte, passeggini, tappeti arrotolati, bambini che urlano... si fanno spazio guidati da uno che parlava romano ed era già famoso per aver cercato di fregare le lanterne del bar. Era il marito di quella che ha vomitato tutto il viaggio e stava dando ordini a tutti "Sposta qua, metti là, passa il passeggino! Dai, ragazzi, serve uno alla macchina". Poi commentava: "Che casino aoh, essere la prima macchina!". Gli atri tra loro parlavano ogni lingua tranne l’Italiano... che culo! Ogni anno possono andare in vacanza in un paese diverso e hanno sempre almeno un interprete!

Questi qui erano stati gli ultimi ad arrivare... quelle famose quattro macchine che alle 14.30 dovevano essere ancora caricate... una carovana di Mercedes zingare che aveva già dato diversi grattacapi al Capitano.

La cosa che mi stupisce di più è... "Ma perché anche gli zingari si sono ridotti ad andare in ferie il primo di agosto???".

Non è che pure loro si lamentano che da quando sono arrivati i rumeni non si trova più da lavorare neanche come topi d’appartamento?

Siccome lo zio aveva la fregola, noi ci siamo trovati ad essere quasi i primi ad uscire... il problema è che davanti a noi c’erano lo zingaro romano, la capostipite della famiglia matriarcale e uno o due skugnizzi che eseguivano terrorizzati gli ordini di questa.... e dietro di noi... qualche gradino più su... c’era il resto della famiglia... le altre donne con bambini... gli uomini con i passeggini... le coperte ed i tappeti... che per essere caricati in macchina... dovevano passare sopra le nostre teste...

Finalmente la porta si apre, arriviamo in garage e vediamo lì belle belle tutte le mercedes in prima linea... targate Francia... mahhh !

Cesme De !

Ohhh, il porto di Cesme ha sempre solo una banchina per l’approdo... anche se il numero di luci introno al porto è notevolmente aumentato rispetto all’anno scorso.

Da quest anno gli stranieri possono acquistare case e terreni in Turchia... e il mercato immobiliare è in fermento.

cesme visti 2

 

Al baracchino dei visti arriviamo per primi... anche prima dell’ufficiale addetto! Arrivano subito... Controllano, appiccicano, paghiamo... ci spostiamo dalla polizia... controllano, timbrano... ci spostiamo all’uscita... controllano !

Non come nelle Repubbliche ex Sovietiche che... controllano, appiccicano, paghiamo... controllano, timbrano, paghiamo... controllano, paghiamo... ricontrollano... ripaghiamo... e alla fine controllano meglio o come in Italia... che anche se paghi non controllano!

Beh... ora non rimane che prendere un taxi! .... ... ... Non ce n’è uno... chiaramente alle 3 e mezzo di notte ad accogliere una nave traghetto di curdi, turchi e zingari... non ce n’è bisogno!

Eravamo moralmente pronti anche a questo.. quindi ci avviamo a piedi, zaino in spalla e computer al collo. Locali aperti ce ne sono... bar, kebab point, ristoranti...

Sono le 4 e lo zio propone di andare a mangiare un kebab fino alle 6, quando il vecchio della pensione si sveglia...

Potrebbe essere un’idea... l’alternativa è andare a dormire in spiaggia... ma io non mi fido di lasciare il computer all’umido... e così propongo di andare a dormire sulla terrazza della pensione che è calma e accogliente.

terrazza

Ancora pochi minuti e siamo arrivati. Decidiamo di fermarci lì sui divanetti della veranda inferiore. Lo zio fa la guardia e noi tre dormiamo. Siamo decisamente stanchi!

4 agosto 2006

Alle sei ci svegliamo per la luce... la Lety dice "Meno male che questi alle 6 si svegliavano"... e proprio in quel momento una voce dall’alto "Gunayidin!"... e vai ! Il vecchio della pensione! Lo zio gli spiega la storia dell’orso ... e lui lo interrompe a metà e dice "Luca!". Già aveva capito tutto! Anche perché venerdì sera non arriva nessuna nave al porto di Cesme!

Ci dà subito la camera... lo zio propone di farci un giro per la città... noi ci guardiamo e gli ordiniamo la colazione "Simit", come al solito!

Ci sbrandiamo a letto e perdiamo conoscenza fino alle 10 del mattino, quando, vincendo il mal di testa e la voglia di dormire ad oltranza, decidiamo di muoverci e andare a vedere il paese.

dalla terrazza

Cesme è davvero bella! Sembra la passeggiata notturna di Jesolo, quando è pedonale... ma meno deturpata. È una via di mezzo tra una cittadella storica e un piccolo centro turistico estivo. C’è una sola discoteca in centro ed è ben insonorizzata; le altre sono al di là della collina e non si sentono per nulla... ma ci sono... che è importante!

piazza2

Dalla nostra pensione al nostro kebabbaro preferito ci sono circa 15 minuti di camminata rilassata... sebbene, come vi ho detto, noi abbiamo la pensione un po’ fuori del centro... al lato opposto del porto. La passeggiata è tutto un lungomare, tutta zona pedonale allestito con panchine e lampioni romantici. Ci sono alcune bancarelle che vendono mais bollito o pop-corn... alcuni artisti di strada che suonano strumenti turchi... tipo il canun... una specie di pianoforte a coda con solo la coda... aperta per di più... per cui tu con un bastoncino devi andare a suonare direttamente le corde! Ha un suono simile al sitar, molto rilassante!

pannocchiaro al tramonto

La passeggiata del lungo mare è nuova e sempre più bella ogni anno. Rispetto all’anno scorso hanno cambiato la pavimentazione... tolto le cabine telefoniche... anche qua... perchè ormai hanno tutti il cellulare... e messo dei lampioni e delle panchine style in ferro battuto. La piazza è semi-pedonale, piuttosto grande e ariosa. Da lì partono almeno tre strade: una che va al porto e alla zona "RESIDENZIALE" sulla via delle spiagge; una che è praticamente la via commerciale e attraversa il paese perpendicolarmente al lungomare; e l’ultima che va verso la nostra pensione parallela al lungomare, ma più interna.

lungomare3

Il kebabbaro di fiducia è proprio all’inizio della via commerciale... localino piccolo... pochi tavoli fuori, pochi dentro... altri al primo piano e un po’ di più sulla terrazza del tetto. I camerieri sono gli stessi dell’anno scorso e la mamma dice che hanno un servizio impeccabile: non fanno il minimo rumore e sono delicati e cortesi quando portano e ritirano i piatti, tanto che puoi anche non accorgerti che il piatto ha toccato il tavolo. Non c’è quel sottofondo musicale fastidioso che ti fa andare il mangiare di traverso nei bar a Milano... e a fine pasto poi ti danno sempre la salviettina imbevuta di colonia al limone per lavarti le mani... come da noi con il pesce... ma qui lo fanno di etichetta. Il bagno ha il copritavoletta igienico... quello che cambi schiacciando il bottone... il distributore di carta a fotocellula e un bello specchio dorato a mano in foglia d’oro.

vicolo4

 

Si può dire che lo zio venga a Cesme principalmente per venire a mangiare qua! A parte le minkiate che nota mamma... ci sono mille e una ragione per apprezzare questo ristorante... appena arrivi... ancora prima di ordinare ti portano due bottigliette d’acqua con i bicchieri... nel caso tu abbia sete... non è scema come idea, no?

Poi, quando ordini, dato che è cucina espressa e fanno tutto al momento, nell’attesa... compreso nel prezzo... ti portano il tradizionale antipasto turco... uguale a quello armeno e georgiano... erbette tipo rucola foglia larga, formaggio friabile già sbriciolato, una fettina di burro, pomodori, cetrioli e pane caldo fatto al momento... ehhhh !!!! Pane arabo chiaramente... quello sottile che si gonfia in cottura e poi si apre in due facendo la tasca per tociare meglio!

Poi, dopo essersi riempiti la pancia e tolti la sete... si comincia a ragionare meglio... e allora si possono anche apprezzare le specialità della casa a base di carne alla griglia o allo spiedo verticale. La cosa che mi piace di più... sì... le polpette miste... cioè quell impasto di carne aromatizzata che fanno loro... carne di montone o agnello e un po’ di cumino e altre spezie... ripiene di formaggio o peperoncino...o....

adana kofte

L’ayran poi qui lo versano da una bottiglia tipo quella del latte alta qualità... di plastica trasparente... e siccome qui si fa la raccolta differenziata... quando ne finisce una... la rimettono sulle cassette del "vuoto a rendere" ... e vedi tutte queste bottiglie di latte con l’alone bianco dentro... fa pensare!

Altri invece fanno l’ayran fresco mescolandolo direttamente in caraffa con le dosi giuste... altri hanno la fontanella apposta per tenerlo sempre ossigenato e ben montato tipo panna appena appena sbattuta... altri ancora lo vendono in barattolini come quelli dello yogourt con l’alluminio sopra e la cannuccia da infilare per bere!

Ordiniamo 2 "coban salada", cioè insalata del pastore... che è mista di lattuga, pomodori, cetrioli, cipolla a rondelle fini... e bohhh... ma te la portano già condita e non stai proprio a guardare cosa c’è dentro! Poi un piatto di polpetta miste... che non può mancare... e un piatto pesantissimo... il più costoso del menù.. che lo zio prende per provare: è pane lievitato con carne e sugo ... con sopra una bella colata di formaggio fuso e.. per finire... un po’ di yogourt! Buonissimo! Ma ne bastava uno così per tutti e quattro!

ischender kebap

Oggi abbiamo deciso di mangiare nella saletta superiore che è tutta arredata fine da fighetto, con le pareti gialle e gli specchi in doratura a foglia d’oro vicino ad applique in stile moderno in vetro satinato e ferro battuto. Molto sobrio! Vicino a noi ci sono seduti due ragazzi e una ragazza. I due sono piuttosto truzzi.. tutti ingellati, con magliette vistose e aderenti da discoteca. La ragazza fuma, è senza velo... come quasi tutte qui a Cesme, e ha accennate delle piccole rughe intorno agli occhi. Vengo a scoprire alla fine che la chiamavano "Anne", cioè mamma! Avrà avuto una trentina d’anni... e loro non erano tanto più giovani dello zio!

Paghiamo con carta di credito... circa 18 euro.. compresi tè e bibite

spezie

Facciamo fatica a muoverci e ci è venuto un abbiocco da cibo che sarebbe proprio da stendersi lì sul tavolino. Decidiamo di andare a dormire in spiaggia...

barchetta

piccolo giretto per i negozi e subito dopo... dolmus per la spiaggia! Andiamo a prenderlo all’otogar... tra il centro e il porto. Non è una vera otogar, ma una specie di parcheggio pieno di pulmino con un cartello davanti.

case lungomare

Prendiamo quello che va alla "spiaggia dorata"... beh, promette bene! È quella che vi raccontavo è come ai Caraibi... magari adesso che è piena stagione fa schifo come quelle di Rimini e Riccione... ma speriamo bene!

giochi d

Andiamo al di là della collina che delimita il golfo del porto. Lungo la strada... circa un quarto d’ora... vediamo tutte le villette nuove.. quelle che stavano costruendo l’anno scorso. Tutto sommato sono belline... tutte dello stesso stile... simili alle case tradizionali con veranda, balcone, due o tre piani al massimo... quelle colorate di verde con le colonne greche e il timpano hanno ancora fuori il cartello vendesi... quasi quasi....!

luca murat

Ci sono una serie di spiagge... pochissime macchine in giro... finché si può usare il dolmus che porte ogni 10 minuti e ti leva pensieri di parcheggio e altro... bene, no? Poi con tutta questa sabbia finissima, dovresti lavare la macchina ogni volta che torni dalla spiaggia... a volte le spiagge tropicali possono anche avere degli aspetti non così piacevoli! Un canturino qui impazzirebbe!

La nostra spiaggia è l’ultima in fondo... le altre hanno troppi ombrelloni per i nostri gusti... e poi ha un nome troppo azzeccato per non piacere allo zio e alla mamma: spiaggia "Utopia" !!!

cesme spiaggia

Arriviamo... davanti alla stazione della "gendarma"... una capannina azzurra con le finestrelle bianche e un’asta con issata la bandiera turca.

Diamo un’occhiata alla spiaggia... beh... non sembra poi così affollata! La prima parte è quella di lusso con gli ombrelloni Nestea e Coca Cola, il prato finto e l’oasi relax, di cuscinoni sponsorizzati, sotto l’ombrellone.

spiaggia erba

Naturalmente la mamma e lo zio la snobbano.... kakkio... c’era anche la moto d’acqua, la doccia senza cabina, il bar con i cocktail e i gelati Algida.... era perfetta !!!

Poco più avanti... appena prima della steppa desolata... ci sono una decina di ombrelloni di paglia intrecciata con dei lettini di plastica bianca sotto... e un chioschetto senza troppe pretese che con due casse giganti spara musica pop turca.

passeggiando in spiaggia

Beh... è l’ambiente ideale per lo zio... che infatti va subito al bar e torna... da tradizione... con la sua bella birra ghiacciata. Ahhhhh ! La mamma quest anno mi tiene costantemente sotto controllo... dopo l’esperienza dell’anno scorso... è difficile che io possa toccare una birra prima dei 18 anni! E poi abbiamo già mangiato, quindi non c’è neanche più la vecchia scusa della fame!

efes in spiaggia

L’ombrellone con due lettini costa 5 euro per l’intera giornata. Lasciamo le donne all’ombra e andiamo a pagare. Il tipo del chiosco è il solito ragazzo che c’era anche l’anno scorso. Infatti dopo un po’ ci riconosce... mi sa che si ricorda della sbronza in spiaggia a mezzogiorno! Allora attacca subito bottone, ci chiede da dove veniamo, cosa facciamo e così via. Poi il discorso si sposta subito su questioni politiche internazionali... io voglio tanto bene allo zio... ma a volteee... kakkio !!!

La mamma e la zia Lety... indovinate un po’.... DORMONO ! e io mi devo sokare lo zio che parla dei soliti migranti... !

Il discorso però ad un certo punto si fa interessante... tutti i Turchi d’Europa quest anno stanno pensando di tornare in Turchia... dicono che in Europa la vita non è più sostenibile... e chi gli dà torto! Dicono che il rapporto tra stipendio e costo della vita non è più conveniente... voglio dire.. uno fa l’emigrante per diventare ricco... se fa l’emigrante e deve far la stessa vita che fa a casa sua o peggio... forse gli conviene tornare a casa sua dove è "UNO DEL POSTO"!

Se ad esempio però uno riesce ad integrarsi bene nel Paese in cui arriva, tanto che la gente stessa quando gli parla si dimentica che la sua famiglia non è lì da sempre... il problema diventa un po’ più complicato... e se... come avviene nel caso più frequente... i genitori restano turchi ... e i figli crescono perfettamente tedeschi... come kakkio fai dopo a riportarli in Turchia ! E non perché la Turchia sia peggiore o più arretrata... ma perché loro sono tedeschi... e farebbero di nuovo la vita da emigranti...

Poi c’è anche il problema di quei genitori che rimangono turchi... ma turchi anni ‘60 o anni ’80... e tornano al villaggio solo una volta all’anno, o molto più raramente...

Dopo 30 anni di Germania... in cui non si trovano evidentemente bene... siamo sicuri che tornando in Turchia vengano riassorbiti? Ritrovino ancora la stessa mentalità? Le cose di cui hanno nostalgia?

Che bel casino!

Attenzione che non sto parlando degli immigrati clandestini, o degli spacciatori, o dei marocchini e albanesi di cui mi parlano i compagni di viaggio in treno...

Sto parlando di emigranti... quelli che come il mio bisnonno prendono le valigie e approdano con più o meno fortuna in un altro Paese con un progetto in tasca, con la voglia di fare, con il bisogno più o meno disperato di un lavoro....

Gente che la mattina si alza e pensa alla famiglia che ha lasciato a casa... gente che si priva di tutto per mettere insieme 4 soldi da infilare in una busta a fine mese... per garantire, mattone su mattone, ai propri cari una vita migliore.

Gente che, nata nelle campagne, crede nello sviluppo economico, vede le fabbriche da dentro e costruisce pezzo per pezzo la fortuna della Braun, della Philips, del grande sogno economico tedesco! Gente che crede nell’Europa ed investe tutti i suoi risparmi nell’istruzione dei figli, nel bilinguismo, per un mondo senza frontiere, per un sogno europeo anche in Turchia!

La migrazione turca in Germania non è paragonabile al fenomeno GEMELLAGGIO ANNI ’80 MAROCCO-ITALIA ... a cui seguire in ordine... Algeria, Tunisia, Nigeria, Senegal, Albania, Romania, Ucraina, Moldavia, Bangladesh, America latina in generale...

E poi uno che kakkio va in vacanza... se già ha tutto il mondo in casa !!!

In Germania c’è stata una convenzione tra le ditte tedesche in cerca dei manodopera e lo stato Turco che ha pensato bene di "spedire" in avanscoperta i giovani maschi dell’Est... virili... quasi turcomanni... con un livello di cultura e civilizzazione non propriamente "a norma" con gli standard europei. La parte occidentale della Turchia invece negli stessi anni aveva una situazione molto diversa. Dato che il governo non riusciva a far arrivare finanziamenti all’Est per vari problemi... simili al Sud Italia... ha deciso di mandare fuori gli uomini... "costringendoli" in un certo modo a far affluire capitali esteri in quella zona depressa e contemporaneamente a "ingentilire" quelle orde di turcomanni.Tutto questo per un po’ ha funzionato... finché... vedi sopra... e problemi dei figli degli emigranti!

Per questo quando dico che tornano... tornano sempre "al villaggio"... perché quelli delle città qui i Turchia si può dire vivano bene dai tempi dei selgiuchidi e non si sognano certo di emigrare! C’è il pane, c’è l’acqua, c’è il sole e tanta gente cortese... chi c’ammazza più?

Ora che la Germania ha già i suoi problemi e le grandi aziende invece di importare manodopera.. delocalizzano... questi Turchi VOLUTI e NECESSARI... sono diventati di troppo... e quindi ... GRAZIE E ARRIVEDERCI!

luca al tramonto

Più o meno siamo al tramonto e Murat... il ragazzo del chiosco.. ci avverte che sta per partire l’ultimo dolmus per Cesme... quindi svegliamo le due pigrone e ci avviamo.

Per fortuna la Lety non si è ustionata, anzi... con l’ombrellone bucherellato si è giusto giusto dorata un po’! Almeno una cosa è andata meglio del previsto!

Torniamo in centro... che fame porka! Il muezzin ha chiamato da un pezzo! Lo zio però decide di fare un giretto per far scegliere alla Lety un posto diverso... che noi siamo abitudinari e andiamo sempre nello stesso! Passaiamo davanti ad un fruttivendolo... dio che profumo di pesche... pomodori... melone... di tutto di più... e è a lato della strada!

vicolo

Non ci vedo più dalla fame e appena riesco ad adocchiare un tavolino libero fuori mi siedo fingendo un calo glicemico. Tutti mi soccorrono... tranne la mamma che ormai non mi crede più! Ordiniamo un ayran per tirarmi su e me lo bevo tutto d’un fiato. Poi ordiniamo insalata, un iskander kebab... il kebab di Alessandro Magno... che è un piatto pesantissimo con pane, yogourt, carne, sugo di pomodoro e un due etti di burro fuso colato sopra a caldo... lo zio prende un kebab normale... cioè un piatto con riso, carne, 1 pomodoro e 1 peperone verde alla griglia.

È un posticino piuttosto sporco e il cuoco è un ciccione pauroso... mi fermo a guardare la bottiglia di Coca da due litri appoggiata sul bancone... un po’ vischiosa... scura quasi nera... ... troppo vischiosa... troppo nera .... KE SKIFO! È l’olio della friggitrice. La mamma è bianca in viso... non c’è nemmeno una norma igienica rispettata... il tipo si asciuga il sudore con la mano e poi toglie le patatine dalla friggitrice e le mette nei piatti... adesso ho capito perché non mi fa mai mangiare fritto... blaahhhh, ke skiiiifoooo!

Si dimenticano di portarci le bibite... lo zio gliele deve chiedere di nuovo... neanche si scusano...

Di fronte a noi c’è il "Friendly corner"... un posto dove vanno a mangiare solo stranieri... svedesi, danesi, tedeschi... e i turchi non si affacciano nemmeno... mi sa che ho sbagliato zona! La zio mi farà nero! Il cameriere del Friendly corner è un truzzo pauroso... attira i clienti girando il meno sul dito indice come un pallone da basket... e accennando passi da discoteca. La musica è solo inglese... Beatles, Britney Spears, Rolling Stones... e così via con abbinamenti improbabili. I camerieri sembrano tutti sbronzi o... se fossi a Milano dire "tirati di bamba". Sono scattosi, molleggaino impettiti come se non vedessero l’ora di andare a casa, ma allo stesso tempo dovessero procurarsi il maggior numero di provvigioni possibile... dato che è sabato sera e lavorano sicuramente a percentuale. Un clima non proprio rilassante... non proprio turco... devo dire.

Ce ne andiamo il prima possibile e cerchiamo di bilanciare con un buon narghilè al solito narghilè bar di fronte alla cittadella. Lungo la strada ci affacciamo a qualche negozio di vestiti, che la mamma deve "controllare la situzione". Quest anno va ancora di moda lo stile indiano, ma le casacche sono più lunghe... a metà coscia... andrebbero bene per l’Iran...

Così la mamma entra e chiede prezzi e misure... una camicetta di media fattura costa circa 25 euro... prezzo europeo! Il negoziante parla un po’ di italiano e ci dice subito che il suo amico di fronte vende tappeti... tzzzzz !

Vabbe... andiamo di narghilè che è meglio! Inconfondibile spazio verde coperto da un grande pergolato con vite lussureggiante... candele e cuscini a terra... braciere centrale per la carbonella.

Entriamo e vedo subito il "nostro angolo" libero.... accchhh... "riservato"... quello dopo... "riservato"... tutto il resto del locale pieno di biondini e biondone mezze nude... ummmmhhhh.... Alla fine troviamo un posticino niente male sotto il pergolato. L’uva è già matura e grossi grappoli di uva da tavola fanno molto giardinetto dionosiaco. La luce è soffusa, ci togliamo le scarpe e saliamo sulla pedana, sdraiandoci sui bancali rivestiti di tappeti e cuscini poggiaschiena. "Relax turco!", come dice il muratore che ha provato l’angolo turco a casa nostra a Venezia. Arriva il cameriere e ordiniamo 2 raki... la sambuca secca da mescolare all’acqua... un narghilè alla mela... e l’ada cay per me e la mamma... il solito tè alla salvia. Il tè quest anno viene servito sul bicchierino e non in tazza di ceramica come l’anno scorso... e poi è in bustina... a Konya me lo servono con la foglia di salvia dentro!

Cerchiamo di rilassarci un po’, ma, forse per la cena un po’ "pesante", forse per la musica da discoteca turca di sottofondo... forse per la fatica di sentir parlare esclusivamente tedesco... ci viene un mal di pancia gastritico... e decidiamo di filarcela!

Bella passeggiata sul lungomare... gente che pesca... è quasi l’una di notte... ma i bambini sono ancora svegli... arrotolano i fili e infilzano le esche...

Torniamo alla pensione... scarico le foto... metto in carica la batteria e... "iyi geceler".

5 agosto 2006

...

to be continued

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